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Autori

Fabio Barile (Barletta, 1980) si è diplomato alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze nel 2007. La sua ricerca fotografica indaga i processi naturali del paesaggio: erosione costiera, stratificazione geologica, trasformazione della materia nel tempo.
Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra cui i Rencontres d’Arles, il FOAM Museum di Amsterdam, il MAXXI di Roma e l’American Academy in Rome. Nel 2019 ha tenuto la mostra “Le Forme del Tempo” con Domingo Milella, curata da Alessandro Dandini de Sylva presso la Fondazione Pescheria di Pesaro.
Le sue opere sono nelle collezioni del MAXXI, del FOAM Museum, della Fondazione MAST di Bologna e dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma.

Progetti
Among

Giulia Parlato (1993, Palermo) è un’artista visiva che lavora tra Roma e Palermo. Ha studiato fotografia al London College of Communication e conseguito un master al Royal College of Art. Il suo lavoro esplora il modo in cui finzione e storia si intrecciano. La sua pratica si confronta con nozioni mutevoli del tempo, concentrandosi su passati lontani e futuri speculativi come domini immaginari e irraggiungibili. Ha esposto a Palazzo Esposizioni, MAXXI, la Triennale. Ha ricevuto il Premio Luigi Ghirri, l’Innovate Grant, il Camera Work Award, il BJP International Photography Award Second Place e il Carte Blanche Étudiants Award. Le sue opere fanno parte di collezioni sia pubbliche che private, come la Sir Mark Fehrs Haukohl Collection of European Women Photographers presso il Los Angeles County Museum of Art e il Brooklyn Museum, Donata Pizzi, la Biblioteca Panizzi e Pier Luigi Gibelli.

Matteo de Mayda (1984, Treviso) è un autore visivo con base a Venezia, la sua pratica esplora tematiche socio-ambientali. Ha esposto presso MUFOCO, Triennale Milano, CAMERA Torino e Fotografia Europea. Tra le sue pubblicazioni Era Mare (ed. bruno, 2019), There’s No Calm After the Storm (ed. bruno, 2024) e Brilla Sempre (ed. Witty Books, 2025). Nel 2021 è stato tra i FUTURES talent e nel 2023 tra i vincitori di Strategia Fotografia con Una Barena Intera, in collaborazione con Alinari e CAMERA Torino. Nel 2025 ha vinto il Premio Gabriele Basilico. È regular contributor di The New York Times.

Massimo Sordi è fotografo e curatore, docente di Fotografia all’Università di Bologna, Dipartimento di Architettura. Co-direttore del SI Fest (2009–2014), ha curato mostre e progetti sul paesaggio contemporaneo. La sua ricerca indaga paesaggio e architettura; ha partecipato a campagne fotografiche nazionali e internazionali (Linea di Confine, Politecnico di Bari e Tirana, Regione Puglia ed Emilia-Romagna, Università di Bologna, Consolato di Ankara, Vastu-Shilpa Foundation, India). Nel 2016 è co-curatore del Padiglione Venezia alla Biennale di Architettura e co-fondatore di OMNE. Suoi lavori esposti in Italia e all’estero compaiono in numerosi volumi e in collezioni pubbliche.

Progetti
Rivoluzione

Giorgio Di Noto (1990) vive e lavora a Roma dove ha studiato filosofia e fotografia. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra i processi fotografici e il linguaggio visivo esplorando la virtualità e la materialità delle immagini. Nel 2012 il suo libro The Arab Revolt è stato incluso in The Photobook: A History, Vol. III, esposto a Paris Photo e successivamente acquisito dal MET di New York. Nel 2017 ha pubblicato The Iceberg (EPF) per cui riceve una menzione speciale ai Rencontres d’Arles 2018 ed è stato finalista al Prix Bob Calle du Livre d’Artiste. Nel 2021 è parte della mostra collettiva Retrofuturo al MACRO di Roma, nel 2024 è stato selezionato da CAMERA per il programma europeo Futures e nel 2025 ha presentato una mostra personale al Museo Nazionale Romano. Ha esposto in diversi festival, gallerie ed istituzioni in Italia e in Europa.

Progetti
Layers

Amina Chouairi (1994, Milano) è un’architetta del paesaggio italo-marocchina che lavora tra i Paesi Bassi e l’Italia. È docente di Architettura del paesaggio presso la Wageningen University & Research e ha conseguito un dottorato di ricerca in Urbanistica presso l’Università Iuav di Venezia. La sua pratica si confronta con i territori umidi di transizione, esplorando le dimensioni epistemologiche, ontologiche ed etiche profondamente contestate attraverso la lente dell’architettura del paesaggio. La sua ricerca è stata esposta alla 10ª IABR di Rotterdam e alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.